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DOUBLES VIES ALLA 75° MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

 

Alain, un editore parigino di successo che fatica ad adattarsi alla rivoluzione digitale, nutre seri dubbi di fronte al nuovo manoscritto di Léonard, uno degli autori con i quali collabora da lunga data, trattandosi dell’ennesima opera autobiografica che prende spunto dalla sua relazione con una celebrità di secondo piano. Selena, moglie di Alain e affermata attrice teatrale, è del parere opposto. Il regista commenta:  “Il mondo nel quale viviamo è sempre stato e continua a essere in costante cambiamento. La sfida riguarda la nostra capacità di tenere d’occhio questa mutazione continua, capire cosa è realmente in gioco, e successivamente adattarvisi o meno. Dopo tutto, questo è l’elemento fondante della politica e delle opinioni. La digitalizzazione del mondo e la sua riduzione ad algoritmi rappresenta il vettore moderno di un cambiamento che ci confonde e travolge incessantemente. L’economia digitale infrange le regole e, spesso, anche le leggi. Inoltre, mette in dubbio tutto ciò che di più stabile e solido sembra esistere nella società e nella realtà circostante, per poi dissolversi nell’istante in cui ne veniamo in contatto. Doubles vies non mira a sondare le dinamiche della new economy. Piuttosto, il suo più modesto intento è osservare in che modo le suddette questioni ci assillano personalmente, emotivamente e, talvolta, comicamente”. Regia di
Olivier Assayas. Produzione: CG Cinéma (Charles Gillibert), Vortex Sutra (Sylvie Barthet), Arte France Cinéma. Interpreti: Guillaume Canet, Juliette Binoche, Vincent Macaigne, Nora Hamzawi, Christa Théret, Pascal Greggory. Sceneggiatura: Olivier Assayas, Fotografia: Yorick Le Saux
Montaggio: Simon Jacquet, Scenografia: François-Renaud Labarthe, Costumi: Jürgen Döring
Suono: Nicolas Cantin, Daniel Sobrino, Aude Baudassé.

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pubblicato da redazione – webstampa24@gmail.com